Attraversando in auto la campagna tra Serracapriola, San Severo e Torremaggiore si passa da un filare di viti a un uliveto quasi senza interruzioni. L'Alto Tavoliere è una terra di vino e di olio, con denominazioni che raccontano vitigni antichi, nomi dialettali e varietà di olivo che quasi non si trovano altrove. Ai nostri ospiti appassionati di sapori proponiamo questa piccola mappa per orientarsi tra etichette e territori.
San Severo DOC: il vino della porta del Gargano
La denominazione San Severo DOC comprende i vigneti di alcuni comuni della provincia di Foggia: San Severo, Torremaggiore, Apricena, Lucera, Poggio Imperiale, Lesina e San Paolo di Civitate. San Severo si trova a circa 27 km in auto da Serracapriola, Torremaggiore a circa 23 km: è la zona di produzione più vicina a noi.
Il disciplinare prevede diverse tipologie:
- il bianco, a base di Bombino bianco e Trebbiano, con versioni da singolo vitigno come Bombino, Malvasia bianca di Candia, Trebbiano e Falanghina;
- il rosso e il rosato, in prevalenza da Montepulciano, con una parte di Sangiovese e la possibilità di piccole quote di altre uve come l'Uva di Troia.
Sono vini da tavola quotidiana, nel senso migliore del termine: accompagnano bene la pasta fatta in casa, le verdure e i piatti della cucina contadina.
Cacc'e mmitte di Lucera: un nome che racconta una storia
Poco più a sud, intorno a Lucera (circa 49 km), Troia e Biccari, si produce il Cacc'e mmitte di Lucera DOC, riconosciuto nel 1975. Il nome viene da un'espressione dialettale che si può rendere più o meno con "togli e metti" e che le fonti collegano agli antichi usi della vinificazione: c'è chi la riferisce ai turni dei contadini nei palmenti dei grandi proprietari, dove le vasche andavano svuotate e riempite in fretta, e chi all'abitudine di spillare il vino dalla botte rabboccandola subito dopo.
È un rosso ottenuto da un uvaggio particolare: Uva di Troia (localmente chiamata anche sumarello), insieme a uve rosse come Montepulciano, Malvasia nera o Sangiovese e a una quota di uve bianche come il Bombino bianco. Ne nasce un vino robusto, che rispecchia bene il carattere di questa campagna.
Tavoliere DOC e il Nero di Troia
Dal 2011 esiste anche la denominazione Tavoliere delle Puglie (o semplicemente Tavoliere), che interessa una vasta area della pianura. Il vitigno simbolo è il Nero di Troia: nella tipologia che porta il suo nome deve rappresentare almeno il 90% delle uve, e esiste anche una versione Riserva con un periodo di affinamento obbligatorio in parte in legno. Per chi ama i rossi strutturati è una scoperta da fare.
L'olio Dauno DOP Alto Tavoliere e la Peranzana
Se il vino è una passione, l'olio qui è una questione di identità. L'olio extravergine Dauno DOP si divide in quattro menzioni geografiche: Alto Tavoliere, Basso Tavoliere, Gargano e Sub-Appennino. Quella che ci riguarda da vicino è l'Alto Tavoliere, la cui zona comprende i comuni di Serracapriola, Chieuti, San Paolo di Civitate, San Severo, Torremaggiore e una parte di Castelnuovo della Daunia.
Per questa menzione il disciplinare richiede che le olive provengano per almeno l'80% dalla varietà Peranzana (detta anche Provenzale), tipica proprio di questa zona. La raccolta per l'olio avviene in genere tra fine ottobre e inizio novembre; le olive raccolte più tardi sono apprezzate anche da tavola. Le altre menzioni hanno varietà diverse: la Coratina per il Basso Tavoliere, l'Ogliarola garganica per il Gargano.
Come assaggiare vino e olio durante il soggiorno
Molte aziende della zona accolgono i visitatori, di solito su prenotazione: vi suggeriamo di informarvi prima e di concordare la visita. In autunno, nel periodo della raccolta, è il momento ideale per assaggiare l'olio nuovo, ancora verde e pungente. E ricordate: se guidate, la degustazione va fatta con moderazione, oppure acquistate una bottiglia da gustare con calma la sera.
Alla Guest House Dimora Fiorita, nel centro storico di Serracapriola, ogni alloggio ha un angolo cottura attrezzato con piano cottura, forno, frigorifero e stoviglie: l'ideale per una cena semplice con pane, olio Peranzana e un bicchiere di vino del territorio, dopo una giornata passata tra le colline dell'Alto Tavoliere.
I sapori della Capitanata, anche a casa
Ogni alloggio ha l’angolo cottura o la cucina attrezzata, con forno, frigorifero e macchina del caffè: la spesa del mercato si cucina da voi.