Fotomontaggio dei campanili e delle cupole delle chiese di San Severo, con torri in mattoni e cupole maiolicate su sfondo chiaro
Fotomontaggio dei campanili e delle cupole delle chiese di San Severo, con torri in mattoni e cupole maiolicate su sfondo chiaro. Foto: Tobia Gorrio · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

C'è una festa, nell'Alto Tavoliere, che si sente prima ancora di vederla. Ogni anno a maggio San Severo celebra la sua patrona, la Madonna del Soccorso, e lungo le vie della città le batterie di mortaretti esplodono al passaggio della processione, mentre i "fujenti" corrono in mezzo al fumo. È una delle feste popolari più intense e riconoscibili della Capitanata. San Severo dista circa 27 km da Serracapriola: una mezz'ora d'auto che consigliamo a chi soggiorna da noi in primavera.

Una devozione nata nei momenti difficili

La devozione dei sanseveresi verso Maria Santissima del Soccorso è antica e si è consolidata nei secoli attorno ai momenti più duri della storia cittadina: pestilenze, carestie, terremoti. San Severo ne ha conosciuti di terribili, a cominciare dal terremoto del 30 luglio 1627, che rase al suolo quasi completamente la città, seguito pochi decenni dopo dalla peste. A quella Madonna, invocata appunto come "soccorso", la comunità ha affidato la propria rinascita.

Accanto alla patrona la città venera i compatroni San Severino abate e San Severo vescovo, che durante la festa escono anch'essi in processione insieme ad altre immagini sacre. L'immagine della Madonna è custodita durante l'anno nella chiesa a lei dedicata.

Quando e come si svolge

La festa si celebra la terza domenica di maggio e il lunedì successivo, ma i festeggiamenti occupano di fatto tutta la settimana, con un appuntamento al giorno in onore della Madonna e spettacoli pirotecnici serali. I momenti principali sono le processioni della domenica e del lunedì, quando la statua della patrona attraversa le vie del centro fra due ali di folla, con fazzoletti sventolati dai balconi, canti e preghiere.

Le batterie e i fujenti

Quello che rende unica la festa sono le batterie: lunghe file di mortaretti e petardi sistemate lungo il percorso, che vengono accese ed esplodono in sequenza al passaggio della processione, tra lampi, boati e nuvole di fumo. San Severo è considerata da molti la capitale di questa tradizione pirotecnica, con uno stile tutto suo, la batteria "alla sanseverese".

Attorno alle batterie si muove la figura simbolo della festa: il fujente, letteralmente "colui che corre". Quando la miccia si accende, decine di giovani e meno giovani corrono davanti e accanto alle esplosioni, attraversando il fumo e le scintille in una sorta di corsa rituale che mescola coraggio, devozione e senso di appartenenza. Per molti sanseveresi correre la batteria è un gesto di fede e di identità che si tramanda di generazione in generazione.

Consigli per assistere in sicurezza

La festa è spettacolare ma va vissuta con prudenza, soprattutto se viaggiate con bambini:

  • Restate dietro le transenne e seguite le indicazioni degli organizzatori e delle forze dell'ordine: le batterie sono vere esplosioni, non uno spettacolo da vedere da vicino.
  • Proteggete l'udito, in particolare quello dei più piccoli: il rumore è fortissimo, e tappi o cuffie antirumore sono una scelta saggia.
  • Scegliete abiti comodi e scarpe chiuse, ed evitate di avvicinarvi al percorso durante l'accensione.
  • Arrivate presto: nei giorni centrali la città è molto affollata e muoversi in auto vicino al centro può essere complicato.
  • Verificate il programma: date, percorsi delle processioni e orari delle batterie vengono pubblicati ogni anno dal comitato festa, dalla parrocchia e dal Comune di San Severo. Consultate sempre i canali ufficiali prima di partire.

San Severo oltre la festa

Se avete tempo, prima o dopo la processione fate un giro nel centro storico. Dopo il terremoto del 1627 la città rinacque nel Settecento con un volto marcatamente barocco: la cattedrale di Santa Maria Assunta, di origine medievale e rinnovata nel XVIII secolo, conserva ancora il rosone romanico, e tra le altre chiese spiccano Santa Maria della Pietà, con il suo interno rococò, e San Lorenzo delle Benedettine. Campanili e cupole disegnano un profilo che si riconosce già arrivando dalla pianura.

Una base tranquilla per la primavera

Maggio è un ottimo mese per scoprire l'Alto Tavoliere: giornate già lunghe e temperature piacevoli. Dopo il frastuono delle batterie, la Guest House Dimora Fiorita vi accoglie nella quiete del centro storico di Serracapriola, a 20 metri dal Castello, con alloggi indipendenti dotati di aria condizionata, Wi-Fi in fibra gratuito e angolo cottura attrezzato. La colazione non è inclusa, così potete organizzare la giornata con i vostri tempi; bambini benvenuti, con culle disponibili.

Dopo la festa, un alloggio tutto per voi

Alloggi indipendenti con bagno privato, aria condizionata e Wi-Fi in fibra: si rientra quando si vuole.