Un tratto erboso di regio tratturo con un abbeveratoio in pietra, una pensilina di legno e il cartello marrone di una piazzola di sosta, sullo sfondo colline verdi
Un tratto erboso di regio tratturo con un abbeveratoio in pietra, una pensilina di legno e il cartello marrone di una piazzola di sosta, sullo sfondo colline verdi. Foto: ALC · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Serracapriola attraversa una campagna aperta, fatta di colline dolci, campi di grano e uliveti. È difficile immaginarlo oggi, ma per secoli queste terre sono state percorse ogni anno da migliaia di pecore, pastori, cani e cavalli in viaggio fra le montagne dell'Abruzzo e la pianura del Tavoliere. Lo facevano lungo i tratturi, le grandi vie d'erba della transumanza. E uno dei più importanti, il Tratturo L'Aquila-Foggia, passa proprio dal territorio di Serracapriola.

Cos'è la transumanza

La transumanza è la migrazione stagionale delle greggi: d'estate gli animali pascolavano sulle montagne dell'Appennino, fresche e ricche d'erba; con l'arrivo dell'autunno scendevano verso le pianure, dove l'inverno è più mite, per poi risalire in primavera. Nel Centro-Sud Italia il movimento più imponente era quello fra l'Abruzzo e il Tavoliere delle Puglie, la grande pianura della Capitanata.

È una pratica antichissima, documentata già in età preromana, che ha plasmato per secoli l'economia, il paesaggio e la cultura di queste regioni. Nel dicembre del 2019 l'UNESCO ha iscritto la transumanza nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità, su candidatura congiunta di Italia, Austria e Grecia; dal 2023 il riconoscimento è stato esteso ad altri Paesi europei.

I tratturi: strade larghe come praterie

I tratturi non erano strade nel senso moderno, ma ampie fasce erbose che servivano insieme da via e da pascolo. Furono regolamentati nel 1447 da Alfonso V d'Aragona, re di Napoli, che istituì la Dogana della mena delle pecore in Puglia, con sede poi stabilita a Foggia: un'istituzione che riscuoteva i tributi sui pascoli e che per secoli fu una delle principali fonti di entrata del Regno. La Dogana fu abolita all'inizio dell'Ottocento.

La larghezza dei regi tratturi era fissata in 60 passi napoletani, poco più di 111 metri. Il percorso era segnato da cippi in pietra con incise le lettere R.T., cioè Regio Tratturo. Lungo queste vie sorsero nel tempo taverne, chiese, fontane e luoghi di sosta, e alcuni paesi devono proprio ai tratturi la loro fortuna.

I tratturi principali erano diversi. Oltre al L'Aquila-Foggia, i più noti sono il Celano-Foggia e il Pescasseroli-Candela, che collegavano altri pascoli abruzzesi con la pianura pugliese.

Il Tratturo L'Aquila-Foggia e Serracapriola

Il Tratturo L'Aquila-Foggia, chiamato anche Tratturo Magno, è il più lungo e il più importante dei tratturi italiani: circa 244 km dall'Abruzzo alla Puglia, attraverso una sessantina di comuni. Dopo aver percorso la costa abruzzese e il basso Molise, passando per Termoli e Campomarino, entra in Puglia attraversando i territori di Chieuti e di Serracapriola, supera il fiume Fortore nei pressi dell'antica Civitate e prosegue verso San Paolo di Civitate, Torremaggiore e San Severo, fino a Foggia.

Per Serracapriola il tratturo fu una presenza decisiva: il passaggio delle greggi verso la Dogana di Foggia rese il paese un punto di transito lungo uno dei grandi assi economici del Regno di Napoli. Ancora oggi, percorrendo la campagna fra Serracapriola, Chieuti e la valle del Fortore, si attraversano luoghi che per secoli hanno visto passare i pastori.

Come leggere oggi i segni della transumanza

Dagli anni Sessanta del Novecento la transumanza a piedi è quasi scomparsa, sostituita dal trasporto su camion, e molti tratti di tratturo sono stati assorbiti da campi e strade. Eppure i segni restano, per chi sa guardare:

  • le fasce erbose più larghe e rettilinee in mezzo ai campi coltivati, che seguono antichi tracciati;
  • i cippi in pietra con le lettere R.T., ancora visibili in alcuni punti;
  • le chiese e le taverne sorte lungo il percorso;
  • i paesaggi aperti del Tavoliere, nati anche dalla grande stagione dei pascoli invernali.

In diverse località fra Abruzzo, Molise e Puglia si organizzano ancora rievocazioni, cammini e transumanze a piedi lungo i vecchi tracciati. Date e programmi cambiano di anno in anno: vi consigliamo di verificarli sui canali ufficiali delle Regioni, dei Comuni e delle associazioni che curano queste iniziative.

Una base per scoprire il territorio

Soggiornare alla Guest House Dimora Fiorita, nel centro storico di Serracapriola, significa trovarsi proprio lungo una delle grandi vie della transumanza. Dai nostri alloggi indipendenti, con Wi-Fi in fibra gratuito, aria condizionata e angolo cottura, potete partire in auto per esplorare la campagna dell'Alto Tavoliere, la valle del Fortore e i paesi che il tratturo attraversa, da Chieuti, a circa 5 km, fino a San Severo, a circa 27 km.

Il territorio a portata d’auto

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